Se si considera l'equazione (6.5) che esprime una delle possibili funzioni d'onda associabili ad una particella vincolata a muoversi tra due barriere di potenziale
e si deriva Ψn due volte rispetto a x, si ottiene
Dalla (6.7) si ricava
sostituendo nella (7.1) si ha
e ancora
Introducendo il simbolo
la (7.3) viene scritta
Poiché l'uguaglianza (7.5) vale per ogni n, si può dire
L'equazione differenziale alle derivate parziali (7.6) è detta equazione di Schroedinger del sistema fisico analizzato.
L'equazione di Schroedinger è fondamentale nella descrizione del comportamento della particelle subatomiche, detta Meccanica Quantistica. Si può dire che in questa teoria ha la stessa importanza che hanno avuto i principi di Newton nella fondazione della meccanica classica ritenuta sostanzialmente valida fino alla fine dell'ottocento.
Questa equazione è stata qui dedotta in una situazione piuttosto semplice, in quanto si è analizzato un sistema unidimensionale e privo di energia potenziale. In generale per un'onda tridimensionale Ψ(x,y,z,t) e in presenza di energia potenziale U(x,y,z) essa va generalizzata così
Infine, per semplificare la notazione ma anche per generalizzarla a casi più complessi, si può introdurre il simbolo H, detto operatore hamiltoniano,
Con l'uso dell'operatore H l'equazione di Schroedinger risulta
In generale quindi per poter definire gli stati ammissibili di un sistema fisico si imposta e si cerca di risolvere
l'equazione (7.9). La soluzione di tale equazione permette di determinare i valori
,
detti autovalori dell'operatore H, e le funzioni Ψn, dette autofunzioni o autostati
di H.