Nel corso dell'esperienza di laboratorio sono stati dunque raggiunti i seguenti obbiettivi:
0) comprensione della problematicità che sta tuttora alla base dell'esperienza.
1) calcolo del numero di Avogadro a con la precisione di una cifra significativa.
2) costruzione di un metodo capace di superare le difficoltà intellettuali e materiali nell'apprezzamento di barlumi della struttura intima della materia.
3) comprensione della situazione storica e del modo in cui sono inseriti i contributi scientifici che hanno permesso tale superamento.
Non è stato invece del tutto soddisfatto il proposito di limitare i dati necessari all'esperienza alle sole misurazioni compiute in laboratorio, ma è stato necessario riferirsi a concetti la cui acquisizione può risultare difficile (teoria degli errori, proprietà dell'acido oleico, distanze di legame...).
Per contro, la maggior parte di queste è reperibile prima di tutto in rete (eccelle Wikipedia), oltre che in tavole chimico-fisiche (si consiglia in particolare Küster-Thiel, Tabelle per le analisi chimiche e chimico-fisiche, Hoepli) ma anche in manuali per licei scientifici (sul Valiutti-Tifi-Gentile, Le idee della chimica, Zanichelli si trova anche qualche pagina su Avogadro), e non è necessario essere specialisti per una comprensione sommaria.
L'Accademia dei quaranta ha redatto pagine sintetiche sulla storia della chimica europea e italiana (da cui provengono molte delle informazioni da me fornite su Avogadro) Si raccomanda agli interessati sulle stime attuali del numero di Avogadro l'autorevole e già citato CODATA (e http://physics.nist.gov/cuu/Constants/index.html), o anche più l'edizione del 1972 di The International System of Units (SI), National Bureau of Standards Special Publication. Per utili nozioni fisico-matematiche non solo prettamente scolastiche, consiglio infine il sito del mio professore: |
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